Amore, non stupirti per questa lettera, è uno dei tanti modi che ho per sentirti mio…

Mi ricordo la prima volta che siamo entrati in un sexyshop, io e te, amore mio. Un po’ agitata, un po’ eccitata, molto curiosa.  Ne uscii delusa, comunque, ricordi? Un posto brutto, in sé, polveroso, buio, con uno scorbutico uomo anziano alla cassa. Nessun avventore. Brutte cose alla rinfusa. Non comprammo niente. Non ci entrai più, per parecchio tempo. Roba di qualche anno fa.

Stai per tornare a casa  e dev’essere stata dura, per te, come lo è stato per me. Sentirti al telefono o in chat, oppure  in video chiamata non è come averti qui. Mi manca il tuo odore, mi manca il suono frusciante della tua pelle contro la mia, le tue mani sapienti, la tua bocca golosa.

Mi preparo per rivederti, a modo mio. Ti aspetterò dove abbiamo concordato, a metà strada. Quel residence è legato ai ricordi dei nostri momenti di trasgressione e passione, come fossimo stati adolescenti affamati, ma con molta più esperienza e sapienza dei nostri corpi. Come mi sto preparando?

Oggi sono andata a dare un’occhiata al mio sexyshop preferito. I gestori sono una coppia simpatica, lo sai, e di solito c’è uno dei due, in cassa. Lei è una bella signora in carne, capelli rosso ruggine, viso aperto, simpatico, modi gentili e premurosa, ricordi? Lui è un bell’uomo, con gli occhi furbi e il sorriso aperto e accogliente, ed è con lui che, spesso, ho chiacchierato liberamente sul bello ed il buono del suo lavoro. E’ molto disponibile e di buone maniere. Ormai ci vado sola, non ho paura, né vergogna, né temo di incontrare il babau. Mi sento frizzante e su di giri, mentre guardo le cose esposte. Ce n’è per tutti i gusti, per tutte le tasche. Mi piace provare i costumi, per i nostri giochi di ruolo. Sono camerierina in rosa, o schiava in pelle nera, o damina con bustier, oppure semplicemente una entraineuse di vetrina della Red Line di Amsterdam. Divertente, eccitante, cambiarsi nel camerino con tappeto in spugna (orrendo!) a forma di seno. Specchio a tutta parete. Gli occhi luccicano, mentre mi guardo, e penso l’effetto che farà, sui di te.

Oggi c’era in negozio una coppia, clandestina al 99,99%. Lei giovanissima, leggins e tacco 15, seno prorompente, espressione corrucciata, non ha detto mai una parola. Lui avrà avuto quarantacinque anni, sorridente, parlava con la proprietaria, con una disinvoltura un po’ troppo marcata, a mio avviso. Pagato in contanti. Mi sembra giusto, se poi l’estratto conto arriva a casa, dalla mogliettina ignara.

Cose che si vedono, cose che sono di ordinaria amministrazione, suppongo, in un sexy shop.

Simpatico l’incontro, tempo fa, con un gruppo di tre ragazze giovanissime, in cerca di gadgets erotici, scherzosi ed economici. Un modo per fare un regalo spiritoso, magari poco elegante, magari per un’amica che si sposava. In tre, per farsi coraggio.

Io? Osservo, fantastico di storie equivoche, respiro quell’aria un po’ così, fuori dall’ordinario, che avvolge il luogo della trasgressione esibita, potenziale.

Ho acquistato un miniabito in vernice, schiena nuda, inguinale, stringhe a strizzare il seno, racchiuso in coppe triangolari. Un gioco, un ruolo da intrattenitrice da postribolo. Al prossimo incontro mi mostrerò in versione sexy, ma con classe, in pubblico, e sexy e basta nelle stanze dell’amor profano.

Di solito non porto le mutandine, come piace a te, tesoro, ma mi sono lasciata tentare da “perizoma” composto da un semplice laccio, tipo stringa da scarpe, che nulla nasconde, che nulla preclude, ma disegna comunque un abbozzo di protezione della vulva, per poi infilarsi, nascondendosi, tra i glutei.

Piccole cose di dubbio gusto, ma di grande effetto, su di me. Potenza della mente. Potenza della voglia di eccitare, ed eccitarti. Prima di tutto con lo sguardo, e con il sorriso malizioso, che mi si è stampato sul viso e non se ne vuole andare.

Sto pensando a noi due, alla passione che non si spegne, nonostante stiamo insieme da così tanti anni. Sei l’uomo dei miei sogni erotici, ancora. Tutti i miei desideri, tutte le mie fantasie, non ti sorprendono, ma ti caricano di forza e determinazione. Sei il mio adorato amante fisso. A presto, amore mio. Non vedo l’ora. Ma non correre troppo, ti voglio tutto intero, ti voglio tutto, ti voglio…

 Tua Maude

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