di Maude

Le giuste proporzioni e l’equilibrio (delle forme) sono le basi della bellezza. Così è, pare. Quando la proporzionalità non è rispettata allora sorgono delle difficoltà a cogliere, in un sol colpo d’occhio, l’armonia dell’oggetto, o della persona. Non sempre, tuttavia, questa regola vale. Prendiamo l’età degli amanti, ad esempio. Cosa dire del caso in cui lei sia molto più grande di lui? C’è sproporzione? Disequilibrio? Io dico tutto il bene possibile, per una volta. E’ quel che è capitato a me.
Sono quella che definireste una MILF (mom I’d like to fuck). Ho figli grandi e la mia casa è aperta ai loro amici. Sono abituata a questi ragazzi, così simili ai miei figli, al loro linguaggio, alla loro musica, al loro odore. Tra questi c’è un ragazzo di qualche anno più grande, che è responsabile di un piccolo centro di aggregazione del luogo. Simpatico ragazzo, molto carino, pieno di ragazzine adoranti, ovunque vada. Certo non potevo immaginare che mi avesse considerato come MILF, anche perché l’ho sempre visto come il più affidabile e responsabile. Responsabile, sì, affidabile, anche. E molto, molto abile nel ruolo del seduttore.

Pomeriggio di fine estate, fa molto caldo. Sono sola in casa. Mi sto godendo un bicchiere di Lugana, freddo come si conviene, mentre leggo un libro, in giardino. Arriva L. e la cosa mi sorprende perché mio figlio è in vacanza già da alcuni giorni. Ma non dico nulla. Ci salutiamo e nel saluto la sua bocca finisce sul mio collo, sembra non intenzionalmente. Arrossisco, non me l’aspettavo, ma sono molto sensibile, in quella zona. Due chiacchere, è passato perché gli serve l’amplificatore, per una festa che darà a casa sua. Saliamo insieme in casa, io non sono sicura di sapere dov’è, lui dice che ricorda di averlo visto in camera di mio figlio, in un angolo. Vestitino corto e leggero, salgo le scale davanti a lui. Mi sento i suoi occhi addosso e la cosa comincia a piacermi parecchio. Camera. Amplificatore trovato. Io e lui vicini, sullo stipite, un attimo di imbarazzo su chi deve passare per primo. Lascia l’amplificatore a terra e mi avvolge in un abbraccio che mi toglie il fiato. “Sono venuto solo per te”. Le sue mani percepiscono la mia pelle che freme, appena sotto il leggero cotone del vestito. Io ho le mie che risalgono lungo la sua schiena forte, sotto la maglietta.

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Un vortice ed una vertigine.
In un’attimo, senza staccare le nostre labbra, siamo sul letto. Nudi in una manciata di secondi. Cos’è l’energia di questo corpo che mi scuote? Di chi è questa testa bruna tra le mie cosce? Di chi solo le dita che mi fanno sentire il mio sapore? Chiudo gli occhi. Voglio solo sentirlo dentro di me. Assaggiarne il sapore. Dargli quella parte di me che lui non osava chiedere. E’ un bellissimo esemplare di giovane maschio infojato. Godo, non so più quante volte. Sono fradicia, e non solo del nostro sudore. Ho l’odore del suo sperma sui seni, sulla schiena, sui capelli. Mi ha travolto, sono stata rivoltata come un calzino, più volte, esplorata ovunque dalla sua lingua. L’ultima immagine che ho di lui è il suo getto di sperma che schizza lontano, mentre gli lecco il culetto sodo e sto stringendo tra le mani il suo splendido cazzo, davanti allo specchio. Poi mi sono alzata, un po’ barcollante e sono andata a fare un tuffo fuori, nuda com’ero, in piscina. L’ho salutato con la mano, da lontano. Mi ha mandato un bacio. E centinaia di messaggi, a cui non ho mai risposto. Gli sono grata, ma non sono il tipo di donna che desidera una “storia” con un ragazzo. Siamo restati amici, io sono tornata ad essere solo la mamma di… Lui ha le sue storie. Io ho, ogni tanto, messaggi che mi scaldano e mi eccitano, ma che cancello inesorabilmente. Ho altro, per le mani.
Scritto da Maude

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