Prima di scrivere delle emozioni, delle passioni  e dei  desideri che si provano al primo incontro con quello che sarà il proprio Master è d’obbligo una precisazione.  Bisogna infatti capire e dividere quali desideri, quale voglia ci guida verso questo incontro  e se questo si fermerà al bondage o maturerà in un rapporto BDSM più completo. Sempre più spesso noi donne siamo attratte dalla potenza della suggestione erotica del bondage senza necessariamente voler essere parte di un rapporto di dominazione/sottomissione.  Spesso su internet cerchiamo, sui socialnetwork, condividiamo, leggiamo, parliamo di foto, situazioni in cui le corde fanno da protagoniste. Ma desiderare l’arte del bondage ha essenzialmente una parte imprescindibile che non può essere separata dal desiderare di essere una slave.

incontro col masterEcco che, se ci si avvicina al bondage con il desiderio di avere un rapporto legato al BDSM, quanto scritto da Master R . nell’articolo di ieri , trova assoluta condivisione. Se invece, il desiderio di corde matura e prescinde dal BDSM, l’incontro col Master (che ovviamente non può più esser chiamato tale) è e vive dei desideri, delle emozioni di qualunque altro incontro.  Se poi si deciderà di giocare con le corde, di condividere fantasie e suggestioni legate al bondage è ovvio che, al primo incontro, non si faranno valutazioni fisiche e psicologiche, non si parlerà di limiti o esperienza, ma semplicemente  si condivideranno desideri e suggestioni. Corde, fiducia, senso di appartenenza assumono quindi altri significati e anche l’offrirsi o il desiderare faranno parte di altre dinamiche, di altri rapporti.

Quando è una slave, un’allieva  o una donna che ha desideri legati all’universo del BDSM, l’incontro col Master è esattamente come lo ha descritto ieri Master R. E chi vede questa conoscenza preliminare, troppo schematica, meramente valutativa, poco sensuale e persino umiliante, forse deve rivedere i propri desideri e vivere il bondage nella forma più esteriore e come completamento trasgressivo ad un rapporto sessuale non legato all’universo BDSM.

Per tutte le altre invece, parliamo di come e soprattutto di quali emozioni vive  il primo incontro con il Master.

Il primo incontro con il Master, pur nella sua natura puramente valutativa (da entrambi le parti) vive di emozioni, passioni e desideri. L’essere valutata, scelta, esaminata, fa parte dei desideri della slave, come fanno  parte di quelli del Master osservare, capire e comprendere, oltre che gli aspetti fisici, quelli psicologici e caratteriali della slave. C’è un che di umiliante nell’essere scrutata fisicamente e psicologicamente, ma questa sorta di prima, di preliminare umiliazione è solo l’inizio, l’anticamera del futuro piacere. Inutile, ma sento di doverlo precisare, dire che il rapporto tra Master e slave, ovviamente vive di emozioni, di complicità di scintille che scattano, come agni altro rapporto e non solo di valutazioni. L’esame però è l’inizio, la regola, il gioco che prende o no l’avvio. Non necessariamente ci si troverà in una situazione in cui il Master, già nel ruolo, sceglie, valuta, mette alla prova la slave con una sessione. O non necessariamente si avrà l’impressione di essere sottoposte a visita medica. L’incontro e la scelta (attiva e passiva) con il Master, può avvenire come per tutti gli altri incontri, davanti ad un caffè, a cena o in qualunque altra situazione che possiamo definire normale, nel senso di consueta, comune.

Spesso, il Master, pur in situazioni comuni, può chiedere alla futura slave di mettere in pratica desideri più o meno trasgressivi. Ecco che alla slave può essere chiesto di accettare l’invito a ristorante con il compito di indossare un indumento in particolare o acconciare i capelli in un determinato modo. P esempio, a seconda dei gusti del Master, può essere richiesto di indossare autoreggenti o reggicalze particolari. Quasi sempre è desiderio di un Master aver la slave a cena senza mutandine o altrettanto comune è la richiesta, rotto il ghiaccio iniziale, di andare alla toilette e toglierle, per poi consegnargliele o addirittura tenerle in mano o metterle più o meno discretamente in vista sul tavolo.

Giochi, situazioni, trasgressioni a parte, il primo incontro è quanto di più emozionante si possa immaginare.

E’ l’emozione di qualcosa che inizia, è il desiderio di donarsi che trova la realizzazione, è l’emozione di conoscere e conoscersi e condividere voglie comuni, è la magia del primo incontro, è l’attimo in cui non servono parole. Poi si sperimenta il tocco, si immaginano i desideri, si capisce e si impara a vibrare al suono di una voce, si immagina come quella voce saprà ordinare, quelle mani stringere e legare, accarezzare e sculacciare. E come consuetudine, sarà l’istinto, l’attrazione, la pelle che deciderà se il nostro corpo è pronto a desiderare di farsi usare ed adorare.

Hai finalmente davanti l’uomo che ti scaverà nell’intimo, che riconosce e ti mostrerà il tuo piacere più segreto, l’uomo che se il rapporto inizierà, padroneggerà meglio di chiunque il tuo corpo e la tua mente.

[Che emozione!]

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Legami di Seta

Comment

  1. Ale L.M. 10 maggio 2014 at 1:08 - Reply

    L’articolo è impeccabile. Volevo solo integrare il prezioso seminario con la mia esperienza in termini di colloquio preliminare. Ho pochissimo tempo libero, così, quando capita di voler impiegare del tempo con una donna che è interessata ad essere sottomessa soft (mi occupo solo di sottomissione legata all’ambito sensoriale, in quanto quella maggiormente desiderata dalle Desiderose…) tipicamente cerco di conoscerla piano piano. Inizio un legame epistolare in cui la aspirante sottomessa poco alla volta si lascia andare e, prima di un potenziale incontro reale soft, la faccio sempre giocare un po’ a distanza. L’incontro reale non segue per forza, anche se è auspicabile per coronare l’impegno reciproco. Nella sottomissione a distanza mischiata a colloquio epistolare o a voce a periodi più o meno irregolari fa sì che al primo incontro, che può essere anche solo un caffè, di fatto ci si conosca già discretamente. Questo rende il tutto ancora più piccante e soddisfacente. In questo periodo sono impegnatissimo quindi mi occupo solo di intrattenere per puro piacere donne aspiranti sottomesse di ogni età purchè ovviamente maggiorenni. Esempi: la studentessa universitaria che mi deve riportare come è andato l’esame e sarà premiate e o punita dal vivo o a distanza. Piuttosto che la madre di famiglia che si ritaglia 5 minuti per se. Alcune si eccitano semplicemente chiedendomi di scegliere io cosa devono ordinare al tavolo al ristorante quando escono con persone un po’ noiose :-). fanno finta di andare in bagno e… l’ordinazione è decisa. Prima leggono il menu. Un’altra trasgressione gradita è il chiedere il permesso per fare le cose quotidiane e il reporting della giornata per rendermi partecipe. Complimenti ancora al master ospite e alla padrona di casa. Piacere, Ale. L.M. Per info: tusottomessa@gmail.com

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