bondage

E’ vero, la prima volta che accetti di essere legata è come perdere la verginità, come ha scritto Master R. La fiducia che riponi nell’altro è la stessa,  è uguale è il valore di quello che offri al partner. Offrendoti vergine, dai fiducia, dai valore al rapporto che hai costruito, offri un dono. La prima volta che accetti di essere legata hai fiducia,  sai che chi hai davanti è più di un semplice partner, è il tuo Master, ti offri a lui donandoti. Quale altra esperienza sensuale può racchiudere in sé tutti queste valenze, può celare tutte queste emozioni, può mascherare un amore assoluto  che prescinde da rapporti comuni?

bondage Il bondage prima, il BDSM poi, sono densi di significati, quelle che possono essere catalogate come pratiche sessuali legate a questi mondi meravigliosi, nascondono dietro agli atti una carica di significati erotici e psicologici complessi.

Ma torniamo alle mani legate.

Le mani, sono le prime parti del corpo che in genere vengono legate. Dai  polsi  e  proprio dalle mani che impariamo a conoscere le corde, o quello che il nostro Master preferisce usare per legare.
C’è la scoperta di qualcosa di nuovo che viene a contatto col nostro corpo, con qualcosa che stringe sensualmente la nostra pelle.
Una slave vive le corde proprio come una donna vive le carezze.
Le corde sono qualcosa che accarezza che abbraccia, che stringe e ama, proprio come le mani di un uomo. Le corde per una slave sono le carezze del suo Master, il suo tocco, il suo desiderio.
Una slave poi, le corde le ha sognate prima di incontrare il proprio Master, forse è proprio dal piacere provato magari davanti ad una foto di bondage o in una scena di un film con la protagonista con le mani legate, che si è accorta di desiderare di essere legata. Una slave è in balia del brivido davanti alle corde.

C’è poi la sensazione, l’emozione di essere strette.  E’ come essere in un gioco di parole: strette e costrette. Le mani legate e i movimenti costretti. I desideri che si realizzano, una realtà che non puoi toccare.

Continua e si arricchisce la comunicazione non verbale tre te e il tuo Master iniziata dai mugugni, dall’emozione di comprendersi senza parlare.

Anche con le corde si parla. Presto una slave infatti impara a capire i desideri del proprio Master, impara ad indovinare come il Master userà il suo corpo, oltre dalla posizione in cui la costringe, anche dal tipo, dal grado, dal modo in cui tira, in lega, in cui stringe.

Le corde allora non legano solo il corpo, legano i desideri, le voglie, stringono il piacere, te lo annodano addosso.

Le corde ti uniscono al tuo Master, è come se avessero il potere di collegare, di creare quel legame che tanto si cerca, quell’unione unica che comunemente chiamiamo amore.

Le corde, il bondage, il rapporto Dominazione/sottomissione in fondo, anche non vissuti nel quotidiano come normali rapporti di convivenza o matrimonio  sono rapporti d’amore. Unici ed elettivi, stretti e che restano addosso.


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