bavaglio fazzoletto

Dall’elenco sommario della settimana scorsa abbiamo lasciato fuori l’orgasmo di fantasia. Il motivo è semplice. Per chi ama il bondage e/o il BDSM, la fantasia è fondamentale. Il suo potere poi, è indiscutibile. Al punto che, hanno rivelato alcuni studi, con la fantasia si può arrivare all’orgasmo senza alcun contatto fisico. D’altronde, abbiamo sempre ricordato anche qui che il cervello ha un’importanza fondamentale nel raggiungimento della soddisfazione sessuale. Non c’è bellezza statuaria o capacità amatoria fuori dal normale in grado di tenere, se il cervello non partecipa attivamente.

  Pensiamo ad esempio al fetish. Leggings ultra aderenti, scarpe sol tacco, calze autoreggenti, tanga di latex, trasparenze, corsetti… non servono forse a solleticare l’occhio (e pure qualcos’altro) e far volare la fantasia? Che dire poi dei costumi da French Maid (cameriera francese), poliziotta, segretaria o infermiera?

 Ecco allora che il bondage diventa un repertorio di scene, anzi di messe in scena. Basta scorrere la filmografia specializzata per individuare i copioni più comuni e le loro varianti. La bella di turno che decide di provare in tutta solitudine l’esperienza del self-bondage (insomma, che si lega da sola), e viene scoperta dall’arrivo improvviso dell’amica o del marito che, ovviamente, assecondano il gioco. La giocatrice d’azzardo incallita che, per pagare pegno, è costretta a passare dallo strip poker al bondage, alla prestazione da schiava (con tanto di licking dei piedi). La coppia di studentesse che invece di studiare vengono scoperte alla presa con profusioni e baci intimi, e che per questo vengono punite con una sonora sculacciata.

La bella signora che viene sorpresa nel cuore della notte dal ladro mascherato, che prima la lega e poi la costringe (costringe?) ad consumare un appassionato rapporto orale.  La curiosona che si avventura nel casolare abbandonato o nel più oscuro degli scantinati, che viene scoperta a spiare o ad origliare da un barbone superdotato.

La segretaria con gli occhialoni, ma soprattutto la minigonna troppo corta per nascondere le autoreggenti, costretta a salire sulla scaletta per prendere la pratica in alto, che più in alto non si può. La modella che il fotografo convince a spogliarsi e a posare legata, e poi… lascia lì, al buio, a meditare sulla propria condizione. Ed ancora, i mille provini di massaie e studentesse che, per finta o per davvero, per piacere o per soldi, decidono di farsi riprendere senza veli o alle prese con giochi lesbici in apparenza improvvisati. Prima riottose e perplesse, tanto per giocare con lo spettatore, ma poi autentiche ninfomani.

Nel campionario ci sono pure le belle pin-up in cerca di casa, che si presentano all’appuntamento per visionare un appartamento e, appena superata la porta, vengono narcotizzate… quindi si risvegliano legate nella maniera più fantasiosa. Fanno parte del repertorio persino le eroine in costume, modello Wonder Woman, interrogate dal cattivo con metodi brutali ma, alla fine, pare, per loro molto graditi.

Ci sono infine le sottotrame: io lego te, poi tu ti liberi e leghi me; quindi arriva un’altra che lega me e te, finché… non ci liberiamo e leghiamo lei. Insomma, tutte situazioni di fantasia con un solo fine: mettere in piedi un’intrigante scena di bondage.

 Dal bondage poi, a passare al BDSM è un attimo. Ecco allora apparire davanti alla pin-up o alla signora matura stretta da nodi inestricabili, il frustino, il paddle, le malefiche mollette, il vibratore… Così che prima sgrana gli occhi, incredula e sorpresa, e poi si lascia trascinare nell’orgasmo più profondo che si possa immaginare.

 Quello che fa la differenza è la fantasia sulla fantasia.

A proposito di stimolazione degli organi genitali femminili, ad esempio, ne ho vista una nuova in un film giapponese. Dopo aver fatto un sukarambo – una sorta di “mutandina” di corde – il master ha inserito una corda trasversale proprio all’altezza della clitoride e ha cominciato a tirarla da una parte all’altra con il movimento tipico del lustrascarpe. L’attrito ha fatto il resto!


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Master R.

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