Abbiamo spiegato molto dettagliatamente come sia importante fare una sorta di screening al corpo e alla psiche dell’allieva bondager prima di iniziarla all’esperienza BD o BDSM. Altrettanto importante è conoscere i materiali che si utilizzeranno per legarla, durante il viaggio erotico, e le reazioni che essi sapranno provocare. Passerò in rassegna i più comuni.

bondage Le manette. Di solito si utilizzano pochissimo. Di norma, durante la prima intervista alla bondager (per saggiare la sua resistenza e il suo disagio) o per istigarla al self-bondage. Perché?

Rispetto alla corda l’uso delle manette non richiede preparazione. E’ una costrizione istantanea. Va bene nei giochi erotici tra marito e moglie, ma non è strumento preferito dai Master.

Distinguiamo inoltre le manette da sexy-shop, quelle imbottite di peluche, da quelle professionali, come le Smith & Wesson (la ditta produttrice delle famose pistole).

Vero che le prime sono dotate di un sistema di sicurezza utilizzabile in caso di perdita delle chiavi (che di fatto sono inutili!), ma è altrettanto vero che, anche agendo sulla sicura, possono essere aperte con facilità, persino incidentalmente. Al massimo le consiglio per la legatura delle caviglie.

Quelle professionali hanno prezzo simile (non più di 40 euro), ma confort superiore. Inoltre sono inespugnabili senza chiavi. Un elemento di sottomissione in più per la bondager e un pensiero in meno per il Master.

Se poi avete paura di dimenticare le chiavi… consiglio sicuramente di scegliere qualche altra attività alternativa e più sicura. Che ne dite di un bel cartone animato davanti alla tv?

Le corde. Sono il pane quotidiano. Ma quali? Le corde non sono tutte uguali e utilizzabili nello stesso modo. Ci sono corde dure e corde malleabili, corde fine e corde grosse, corde morbide e corde ruvide. Cotone, canapa, sintetiche, con trame differenti…

Per la stimolazione del clitoride attraverso la caratteristica legatura a mutandina (Sukaranbo) è meglio una corda ruvida e grezza, in grado di dare sensazioni forti (quanto forti? Lo si decide con perfidia al momento di tirare le corde).

Le corde troppo fine invece, segano polsi e caviglie, riducendo di molto i tempi di sopportazione della bondager. Vanno bene per le dita. Quelle troppo grandi si padroneggiano male e possono  cedere da sole.

Anche la lunghezza delle corde è importante. All’inizio sconsiglio l’utilizzo di corde troppo lunghe, per evitare grovigli inestricabili. Molto meglio utilizzare più spezzoni di corda. Poi con l’esperienza…

Torneremo ovviamente sull’argomento.

Cavigliere e polsiere. Anche queste sono facilmente reperibili nei sexy-shop e non sono tutte uguali. Ci sono quelle che si chiudono a clip, quelle a fibbia, o con un lucchetto. Prima di procedere all’acquisto valutate grandezza, confort, qualità dei materiali e delle cuciture.

Per l’uso invece, il mio consiglio personale è di abbinarle a divaricatori, croci, utilizzarle per ancorare braccia e gambe agli angoli del letto… ma di non utilizzarle come manette. Ci vuole troppo poco per sganciare la cinghia o aprire le clip.

Se proprio volete usarle con questa funzione, scegliete quelle dotate di lucchetto, sicuramente più efficaci. Ci sono poi cavigliere e polsiere da sospensione, utili a chi ha a disposizione un vero Dungeon. Oppure quelle a strappo, consigliate ai neofiti che più neofiti non si può.

Capitolo a parte è quello delle cinghie o delle cinte. Possedendo un po’ di manualità si possono realizzarne da soli su misura. Sono ineluttabilmente inestricabili e rapide da utilizzare. Anche per questo però, finiscono con il ridimensionare di molto l’esperienza bondage.

Catene. Fanno sicuramente molto medioevo e inquisizione, ma non sono poi così divertenti da maneggiare. Diversamente dalle corde, scoraggiano la bondager a qualsiasi tentativo di liberarsi (a meno che non si chiami Houdini). Segnano con evidenza il corpo. Possono essere pericolose per la loro pesantezza (provate e prendere una botta in faccia con una catena). Anche se riconosco sono perfette per evocare scenari di prigionia e segregazione. Personalmente le uso pochissimo.

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Accessori casalinghi. Ci sono infine i materiali che si trovano un po’ in tutte le case, reperibili al supermercato o in ferramenta, divertenti da usare come alternativa ad accessori più consoni e professionali; od ancora, perfetti se ci si vuole cimentare nel self-bondage o nel soft bondage.

Per legare vanno bene dei vecchi collant (ma non pensate poi di scioglierli. Dovrete tagliarli!), la cinta dei pantaloni (meglio quelle senza buchi, e regolabili, tipo militare), le cravatte, il nastro adesivo (meglio se telato)… persino gli elastici usati per assicurare gli oggetti al portapacchi dell’auto (perfetti per il self-bondage).

Sul tema del bondage casalingo torneremo sicuramente…


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Master R.

Comment

  1. vanexa 6 marzo 2015 at 3:33 - Reply

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