astenersi perditempo libro

Cosa succede quando il desiderio di conoscere una donna, tramite un appuntamento al buio,  si realizza 700 volte? Ce lo racconta Gianni Santoro,  autore di  Astenersi perditempo,  edito da Mnamon.  Storia bizzarra e autobiografica, quella raccontata nel libro, porta alla luce la realtà e soprattutto l’umanità varia, che si nasconde dietro gli annunci,  le chat e i social dedicati  ai cuori solitari.  Mondo questo, più affollato di quanto si pensi.   Se infatti, si è portati a credere che un numero così alto di appuntamenti al buio, sia solo il solito esagerare tipico del playboy, andando avanti con la lettura, scopriamo come, dietro agli annunci o alle chat, si celi un’inesauribile fonte di occasioni da cogliere. Superato lo stupore, per il successo riscosso da queste modalità di far conoscenza,  quel che più colpisce, non è tanto la curiosità soddisfatta del racconto di serate e avventure facili, ma  è l’ammissione di chi è entrato nel meccanismo, che dichiara, suo malgrado a volte,  di non riuscire più a farne a meno.  Le scorciatoie del nostro tempo, così l’autore definisce i mezzi a disposizione dei cuori solitari, diventano un vizio difficile da abbandonare.

astenersi perditempo libro Ed a proposito proprio della quantità di risposte al tuo annuncio che scrivi “Era come esser al mare e infilare la testa sott’acqua, arrivando a scoprire, con lo stupore e la meraviglia tipici di un bimbo, un mondo fin lì inesplorato” . Come tutti i territori sconosciuti, quali insidie si nascondono dietro questa meravigliosa fonte di potenziali donne da conoscere?

L’insidia principale sta forse nel vedere disattese le proprie aspettative, soprattutto se si compiono voli fin troppo pindarici.  Andare a un appuntamento al buio è sempre una grossa incognita, anche se la tua interlocutrice ti ha mandato una foto in cui appare come una strafiga (si può dire..?).  Devi tarare le tue aspettative verso il basso, tutto ciò che arriva in più è tanto di guadagnato… I rischi maggiori per una donna sono quelli di trovarsi di fronte un malintenzionato; bastano però semplici accorgimenti, per esempio.. mai salire sull’auto  di chi si incontra, scegliere per il primo appuntamento un luogo affollato e in pieno giorno..  Sì, lo so, sembra l’uovo di Colombo ma è proprio per questo che basta attenersi alle …ovvietà per ridurre i margini di rischio.

 Nel libro sveli la tua predilezione verso la lingerie, in particolare verso il reggicalze e racconti di come, quasi tutte le donne conosciute tramite gli annunci, fossero  pronte a realizzare il tuo desiderio, indossandolo. Scrivi addirittura che in un contatto tra sconosciuti è sorprendentemente più semplice instaurare una complicità grazie alla quale tutto può diventare possibile. Secondo te, una donna, o meglio le donne che hanno realizzato la complice richiesta, lo hanno fatto per piacere o per compiacere?

Un contatto tra sconosciuti sprigiona quesi sempre delle strane alchimie.  Per mia esperienza ho constatato che una donna risponde molto più volentieri ai tuoi … input che non a quelli di un eventuale fidanzato.  C’è inconscia trasgressione perché  a mio modo di vedere tu rappresenti per molte di quelle donne un vezzo, un capriccio, un congegno a tempo.    Ma anche in caso di una relazione più duratura è come se i tuoi desideri  riuscissero ad aprire porte fino a quel momento sconosciute: E’ quasi uno “strip poker”  senza precise regole, un gioco seduttivo molto sottile e psicologico.

Racconti anche di incontri, per così dire, fuori porta. Hai mai pensato, magari al volante, mentre raggiungevi una potenziale partner sconosciuta, con cui c’erano le premesse per fare sesso al primo incontro, se in qualche modo, stavi rappresentando la figura di un gigolo a buon mercato o somigliavi di più a chi è solito pagare, piuttosto di saltare le complicazioni e realizzare il desiderio con facilità?

In questo meccanismo credo che “tutti usino tutti”.  Non mi sono mai sentito nè un gigolò a buon mercato (mai fatto nulla per soldi…) né uno sfigato a caccia di prostitute stile discount.  Più che a fare sesso al primo incontro ho pensato a cosa potesse avere sotto la gonna la donna che mi apprestavo a conoscere: reggicalze, autoreggenti o collant? Giusto per capire cosa stesse cercando la controparte, perché è chiaro che mano a mano che ti “perfezioni”  cerchi di rendere questo “gioco” sempre più intrigante , a partire dall’immaginazione.   Col  tempo impari perfino a capire da un tono di voce  se la donna è bella oppure no..

 Se dovessi darti un voto, se sul database, in cui insieme ai nomi e ai recapiti delle donne conosciute, ci sono le classiche stelline ad indicare il tuo giudizio su di loro, potessero scrivere la valutazione su di te, di media, quanto ti darebbero? In una scala da 1 a 10, quanto sei stato capace di soddisfare le esigenze, anche solo estemporanee, delle donne che hai conosciuto?

Difficile rispondere:  se un donna fa sesso con me già al primo appuntamento  e poi sparisce…    che voto potrei darmi? Zero, perché non ci sarà il bis?   Non è detto! Come spiego nel capitolo del libro “Buona la prima”, guardando il bicchiere mezzo pieno potrei tranquillamente pensare che  la qualità  del primo amplesso sia stata talmente elevata da non far rischiare alla mia partner estemporanea un bis non altrettanto memorabile.  Questione di prospettive, insomma..

E visto che gli annunci hanno realizzato il tuo desiderio di conoscere molte donne con facilità e curato la tua paura di restare solo e di non aver occasioni da cogliere, tu, quanto sei riuscito colmare la solitudine di coloro che hanno voluto incontrarti?

Non so, bisognerebbe davvero chiederlo a loro.  La vita è fatta di tanti momenti, tutti diversi l’uno dall’altro.  Probabilmente in certi frangenti ho colmato un vuoto: a volte  attraverso un rapporto sessuale, forse, altre volte semplicemente ascoltando lo sfogo di una donna tradita dal proprio marito o fidanzato.  Il mio telefono in alcuni casi diventava una sorta di “telefono amico” e un uomo, prima d’ogni altra cosa, deve saper cogliere la sensibilità di una donna, cercando di ascoltarla.  Il sesso è tutta un’altra questione: puoi toccare le tette a una donna tutte le volte che vuoi, ma ci vorrà ben altro per riuscire ad accarezzare la sua anima…

Solo sì o no: lo rifaresti?

Certo che sì! Mai pentirsi di ciò che si fa, a patto di non fare male al prossimo. (Magari così  scrivo anche il seguito del libro!)

 Desiderosamente ringrazia Gianni Santoro, autore di Astenersi perditempo, disponibile in libreria e in tutti gli store on line anche in ebook . Edizioni Mnamon.


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