Deriva 4#

Andrea.
Non è indolore esplorare ciò che è stato scritto, detto, sentito.
Quello che è stato, per un po’ un “noi”, perfettamente combaciante, quello che è stato paesaggio interiore sconnesso e difficile ma che volevamo e che pretendevamo, sentendo, entrambi una forma di predestinazione.
NON È INDOLORE LA RIELABORAZIONE DI QUELLO CHE È STATO AMORE, AMORE TRAVOLGENTE E MAI PROVATO, COME TU MI HAI DETTO, COME IO TI HO FATTO CAPIRE, DETTO, SUSSURRATO E SCRITTO. ( E COME FACCIO ANCHE ORA, IN FONDO, OLTRE A UN DURO LAVORO DI S-COMPOSIZIONE IN TASSELLI E QUESTO È ANCHE UN CLAMOROSO URLO, D’AMORE, DI BISOGONO, DI RIBELLIONE)
Andrea. Narrare è il mio compito. Non è facile e non è fatto di esibizionismo. No, di coraggio. Riesumo spoglie. Quello che è rimasto scritto, rimasto addosso, rimasto dentro. Non è priva di difficoltà la ricerca, lo scavo. Eppure devo. Ritrovo le tracce, mi lascio attraversare da una fitta di nostalgia. Ogni cosa riemerge.
Un dolore che non sparisce, che si ricrea, che si attenua, a volte, che diventa urgano, violento, in certi momenti in cui sento di non poter sopportare questo “lutto” che è la tua privazione.
SO CHE È UN DOLORE NECESSARIO. SO CHE RENDERE TESTIMONIANZA È MIO DOVERE DI SCRITTORE.
Una testimonianza forte, per qualcuno forse indecente, lontana da ogni idea di decoro.( sempre ammesso che esista una sola e valida idea di decoro)
Per me questo scavo che fa male, che si incunea nella pelle, e diventa “dimensione fisica e narrativa, quasi documentaristica” essenziale nell’elaborazione della ferita mortale della tua assenza, è un lavoro necessario, che svolgo da sempre su sentimenti, erotismo, desideri, corpo, senza rimanere ferma a sterotipi, ma mettendomi in gioco costante, senza riguardi e remore.
QUESTO SVELAMENTO È QUELLO CHE DEVO, A CHI MI LEGGE, A CHI MI SEGUE, A CHI HA SEGUITO IL MIO SCAVO COSTANTE E RADICALE IN QUESTI ANNI, IN TUTTI I “LUOGHI” DEL NARRARE, I MIEI ROMANZI, I BLOG, TWITTER, GLI EBOOK, QUI.
SI TRATTA DI UN REPORTAGE CHE DALLA CARNE E DALLE VISCERE SI ALLARGA, E ARRIVA A TOCCARE ALCUNI PUNTI, DEBOLI, DELICATI ANSIMANTI. PROVO A DELINEARE COME – SECONDO ME, LA MIA STORIA, LE MIE LETTURE, LE MIE PROSPETTIVE, LA MIA POETICA- VANNO NARRATE, LASCIATE SANGUINARE, LE SENSAZIONI DI DOLORE/AMORE/NECESSITÀ/URGENZA.
Una mia fonte di ispirazione costante, in forme declinate diversamente, (lei usava il corpo, ma per me corpo e scrittura, corpo e parola sono un tutt’uno, non separabile) è Gina Pane.

“GINA PANE NELLE SUE PERFORMANCE, ADOPERA IL SUO CORPO PER FERIRLO,TRAFIGGERLO, OLTREPASSARLO: SUL PALMO CANDIDO DELLA MANO O SUL LOBO MORBIDO DELL’ORECCHIO O SULLE DITA DEL PIEDE, UN DECISO COLPO DI LAMETTA SFERRATO CON TENSIONE, PROVOCA UNA FERITA, UN SOLCO DI SANGUE. LA FERITA E IL SUO SANGUE, VENGONO VISSUTI COME ELEMENTI ACCUSATORI E INFINE LIBERATORI, LO SFIDARE IL CORPO PENETRANDOLO GRAZIE A TAGLI E FERITE ESPRIME IL DESIDERIO INSANO DI ATTRAVERSARLO NELLA SUA TOTALITÀ, MA ANCHE DI APPROFONDIRE IL RAPPORTO CON ESSO, INSIEME A QUELLO DI VIOLARE I TABÙ LEGATI AL SANGUE E ALLA VIOLENZA FISICA “

da Wikiartpedia       ( giusto per conoscerla ma su lei torneremo ancora)

La ricerca di sangue è comune, la trafittura, la ferita, intesa come elemento liberatorio, sono elementi che ritornano. Vedi anche il titolo del mio ebook  Trafittura,  disponibile anche in inglese Transfixion

Qui, si ferma la deriva, oggi.

Lascia parlare direttamente le voci, i messaggi, la nostra corrispondenza( nel bilico fra vero e verosimile)

Quindi, in esclusiva assoluta, ancora la corrispondenza.

da Andrea a Francesca ( in attesa di un incontro imminente)
..i tuoi capelli neri soffici, le mani frementi, la tua pelle profumata, il tuo abbraccio intenso. Mi fai morire, perennamente eccitato, al pensiero che verrai e non vuoi e puoi avere scampo.
Buonanotte Francesca (Nel senso che piu’ giorni e notti passano, piu’ presto arrivi).
Ciao

legata
questa e le immagini che seguono sono state inviate come allegato in diverse mail da parte di Andrea a Francesca. Sono foto prese dal web dove erano presenti senza crediti e divenute parte di una corrispondenza

Da Francesca ad Andrea ( risposta alla stessa mail, dopo venti minuti, è la quarta della giornata)

Mi leggi nel pensiero.
Ero venuta  ad aprile la casella mail per rileggere  la tua di oggi :
le tue parole sono sempre una sinfonia di eccitazione.
I capelli sono proprio belli: oggi pomeriggio mi sentivo svenire, sai,
come quel giorno alla stazione di Zurigo, pressione rasoterra, per fortuna che ero in casa.
Mi sono abbandonata con dolcezza alla debolezza e al languore pensando a te, era come farsi onda, nella debolezza mi lasciavo andare, un sussulto al pensiero di abbracciarti  intensamente, molto intensamente al pensiero di  riempire di baci il tuo viso così meravigliosamente bello, al pensiero di offrirti le labbra e affogare nei tuoi occhi.
Oh si.
Non voglio avere scampo nessuno, assolutamente senza possibile scampo non voglio averlo non ho e non avrò scampo.

Ho sparso dell’olio profumato sul viso e sul collo e ho chiuso gli occhi,
intensamente pensando alle tue mani
immaginando  che sul collo fossero le tue le mani a passare l’olio
Andrò a letto a orario zurighese anch’io
( finisco di rivedere per la quinta volta un film francese che amo tanto, “Un cuore in inverno”)
A dormire perché così passano i giorni più in fretta infatti, li rendo più brevi, accorcio le ore e poi
perché posso pensarti prima di dormire ed è bello ,è un pensiero che da solo basta a far fremere il mio corpo di necessità e mi pacifica nell’idea di appartenenza.
Buonanotte Andrea.
( continuo a sbagliarmi e a usare il tuo nome invece di altri e a correggermi dopo e mi viene da ridere ma succede)

Andrea manda a Francesca la prenotazione di una stanza. Non ha tutto il tempo che vorrebbe, deve rientrare. Lui è collana sposato, con due figli. Quando si sono conosciuti, dopo il primo momento di ubriacatura, quando il passato si annulla per lasciare posto al bisogno e alla vorace necessità, senza tregua, le aveva detto di essere “separato in casa”.
Non è vero. Lei non sapeva. Impara dopo che molti uomini dicono così.
Anche lei non è libera, ma è senza dubbio più libera.
Gli incontri saranno diversi, e, tutti, con adeguata preparazione, visti i desideri combacianti, visto il bisogno che hanno di sentirsi vicini, di celebrare il loro intimissimo fasto carnale.
Quando sono lontani, è come se i lembi di pelle venissero strappati.
Nella corrispondenza a seguire lui racconterà più cose del suo quotidiano, delle sue giornate, e anche lei. ( noi ometteremo i nomi delle altre persone o le segnaleremo con ** quando il nome non
sarà strettamente collegato e funzionale a questa messa a nudo, completa, implacabile e  progressiva)
Si racconteranno dei clienti, del lavoro,  delle consuetudini.
Sapendo che è un errore.
Che toglie magia.
Lui cercherà di aggiungere magia, allegando spesso immagini, alle mail, o autoscatti o foto che rappresentano le fantasie, i desideri che poi, con lei realizzerà. Alcune, le allegheremo.
Questo incontro è di sconvolgente intensità. Un crescendo.
Lei ritorna in Italia e ne progettano subito un altro.

Da Andrea a Francesca

Ho comprato le corde “giuste” con le quali ti bloccherò  e ti farò  poi godere a mio piacere.
Dovrai ubbidirmi, seguirmi, prendermi, godermi ed io ti guiderò. Preparati.
Perfetto.
Andrea

corde Da Francesca ad Andrea

Perfetto si. Sarò pronta. Francesca

 

 

 

Si prepara un nuovo incontro.
Due mail indicative sono lette da Francesca nel file audio che segue

 

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