Andrea.
Cambierai idea? Vorrai vedermi ancora?

Ho boicottato il nostro rapporto. Lo so.

A Parigi ho comperato un manuale che si  intitola” Le défi de l’amour” scritto da un terapeuta.

Tu mi parlasti di un manuale che stavi leggendo, tempo fa. Forse lo stesso, forse no.
Mi dicesti alcune cose, alle quali non prestai abbastanza attenzione, quanto rammarico provo, ripensando a tutte le volte che non ho dato valore ai dettagli che mi dicevi, alle cose che mi confidavi, al percorso, per noi, che forse avevi in mente. ( o forse no, ma si trattava di permettere alla vita di essere come deve, non si può modificare, mistificare)
Credevo che il nostro patto di corpi travalicasse qualsiasi cosa. Non avevo mai vissuto una tale intimità di carne, sangue, venerazione di fluidi e mucose.

hotel gregory Ho sempre creduto che tutto quello che passa attraverso il corpo può acquistare valore e diventare sacro. Avvicinare, unire oltre il normale, travalicare il consueto.

A volte lo penso. Non so cosa valga davvero. Non so cosa conti, cosa sia capace di cementare e cosa, invece, solo di distruggere. Cosa divenga indelebile, addosso e dentro.
Tu  leggevi i manuali cercando una strada, cercando sponde per capire,  per trovare una strada, dicevi di volerla percorre a lungo, insieme,  io leggevo romanzi come sempre,  trovavo i manuali una cosa per i fragili, non ti capivo.
Ti ponevi delle domande.

Volevi crescere, uscire dalla fretta, dall’amore tossico.

Io volevo quell’amore tossico, non posso dire di non volerlo più, anche se ho capito, mi sono spezzata, persa fra la tua pelle, la tua lingua, quella vorace evidenza carnale, non pensavo ad altro. Quello mi arrivava e mi nutriva.

I nostri tempi sfasati, quel caos dentro,  mi hanno portato a reagire, con infantile dolente rabbia, dopo. Quando ho voluto lasciarti macerie. Quello che ho raccontato nell’ebook:

“Hotel Gregory. Zurigo. Interno notte” Errant Editions.

Poteva essere l’appendice del romanzo, quell’evento. Molti me l’hanno chiesto e altri hanno letto  l’ebook seguendo il filo che collega romanzo e libro digitale.

Sentendomi non amata, non così tanto, in quel modo così totale che aveva segnato il nostro inizio, in quel modo “tutto o niente” che era proprio della mia natura provocatoria e della mia voglia di rilancio,  mi ero sganciata dalla realtà ritornando invischiata in una infantile proiezione di amore negato, una ferita mai rimarginata, lembi purulenti e remoti,  non ho saputo gestire. Non ce l’ho fatta.

Allora il caos, la perdita della decenza, la meschinità, la caduta.

Mi avevi lasciato per mesi e poi eri tornato

Con il tempo contato, poche ore e una voglia, con l’urgenza, il bisogno di stare con me ma col solito countdown e una commozione,  poco tempo, una depressione latente, sempre bellissimo ma con una scusa meschina per andartene. Troppo, era una bugia già detta. Già sentita. Ma me ne fregavo della bugia.

Come sempre, separarmi da te era un dolore che non reggevo.

Non l’ho mai retto.

Dovevo mordermi un labbro, ferirmi. Mi sono trovata in frantumi. Ho reagito da folle. Come la bambina che sono stata di fronte al padre che andava via, Quella bambina capace di melodrammi per richiamarlo indietro.,
Così, sono stata di nuovo,  con te. Ma dellì’ebook parleremo ancora, come degli altri. Che sono stati il seguito, tutti, a te dedicati.

AGIACOMINI

Foto di  www.motelultra.com/

Il video,  la musica, la passione inarrestabile


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