“Passano altri mesi, che bruciano e cantano. Lontano da te mi spengo.
Ci ritroviamo e io nego e prendo a schiaffi la nostalgia, ci ritroviamo, mi sembra sempre un miracolo il tuo fisico snello, il volto, le occhiaie, quel tutto è possibile, quel crederci- perché ci credo- il desiderarti così tanto da perdere i sensi nonostante quel tempo non amico, la fatica e il sudore. Un miracolo profano e perverso. Rimane dentro di me, inciso come la bruciatura che ti chiedo e che dici di aver sempre sognato di praticare perché Histore d’O era una delle tue fantasie di ragazzo e fu un libro che non ti fece dormire per giorni.

Lo svizzero Me lo racconti, quasi timoroso come quando mi confidasti altre tue fantasie. Ti dico che per me è stato lo stesso. Voglio l’impronta, la tua impronta sul polso destro, da coprire coi braccialetti tibetani. Dici di sì. dici che ti eccita da morire. Ci prepariamo. Mi dici che farà male. Lo so. Quel male che voglio Lo sai.  E mordo il labbro e mi bruci la pelle e mi succhi il sangue e in quel momento siamo una cosa sola mentre la musica di Charlie Haden sancisce questo tuo lasciare indelebile traccia del tuo passaggio nella mia vita e sul mio corpo, ti guardo negli occhi indomita, coraggiosa, mi guardi, impressionato ed eccitato fino all’inverosimile. Lo fai e mi scopi. Subito. Succhi il polso che sanguina mentre veniamo nello stesso istante. “Questo è il mio corpo offerto in sacrificio per noi”. Piango di una gioia dolorosa, lacrime di una felicità che fa male come una frustata. Riesci ad arrivarmi così vicino, lo so: tutto ha cospirato a questa magica sensazione, so anche che inevitabilmente può seguire solo la fine. Ne sento l’alito. Ne vedo l’ombra.
Interno notte. Il polso mi brucia appena e tu non smetti di accarezzarmi e mi baci. Come una bambina dopo qualcosa di doloroso ed enorme. Con i polpastrelli disegni i contorni del mio viso., hai un’espressione tenerissima. Te ne andrai comunque. Non c’è impronta che possa trattenerti, lo so.

Lo Svizzero. Ispirato a una storia vera.  Giraldi Editore


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  1. Francesca Mazzucato 9 aprile 2012 at 22:12 - Reply

    Magdala, Maja, Mario.
    Che dire? Grazie di cuore.
    Davvero.

  2. mario pavesi 5 aprile 2012 at 23:34 - Reply

    Il tuo scrivere mette soggezione tanto interpreta senso dell’essere profondo..lo sbatti in faccia…sei sola/grande..non c’è speranza….

  3. maja 4 aprile 2012 at 10:10 - Reply

    Che bello Francesca….è COSI’ !

  4. MagdlaDi 3 aprile 2012 at 22:18 - Reply

    Così…desolatamente inevitabile

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