francesca mazzucato

Cos’è una passione? Dove porta? Considerazioni intorno a “Il corpo infranto”

di Francesca Mazzucato

Tutto è una carenza, un’assenza senza fine, un’attesa fatta di strazio, che si compie e che nell’istante in cui si compie ferisce, invade, assale. Tutto è attesa senza fine, e forse senza inizio. Gli incontri sono sempre troppo brevi anche quelli organizzati per durare, momenti in cui provo  dolore immaginando che dovranno per forza essere troncati, finire, terminare. C’è solo l’unione dei corpi, la ferita dei corpi, la sottomissione, l’orgoglio, il divorarsi, l’abbandono.

Ma dentro senti che il conto alla rovescia è iniziato.

francesca mazzucato

È stato così fin dall’inizio, ogni volta che lasciavo A. pensavo che non l’avrei mai più rivisto, che la mia vita avrebbe smarrito ogni senso, ogni ragione, ogni consistenza. Ogni volta che mi arrivava un suo messaggio, un sms o una mail, lo leggevo e rileggevo  fino a imparare le parole a memoria, arrivavo al punto di essere estenuata e nello stesso tempo dipendente da quello scritto, dalle sue tracce, dall’ipotesi di un futuro contatto, di un appuntamento da decidere, di un incontro che sarebbe finalmente arrivato concedendo un parziale sollievo all’angoscia che mangia il cuore e le viscere.
E il tempo, intanto, si frantumava senza che nulla importasse davvero, mentre io mi chiedevo  se non fosse stato  il caso di chiudere, smettere, fuggire.
Ma non puoi fuggire da certe passioni, disastri perfetti, che hai solo immaginato.
Prima, mi ero avvicinata solo ai lembi di tali sentimenti, ne avevo tastato i confini, ne avevo sperimentato aspetti piacevoli, sfumature più lievi,  mai niente di simile. Ho sempre in testa la sua bocca, le i suoi denti, la sua postura, le sue mani, il suo sesso. Ci penso, più spesso che a tutto il resto.  L’ho fatto da sempre, da quando tutto è iniziato. Un giorno,  avvolta dalla paura ho rotto davvero senza volerlo per niente, solo pensando di difendermi, gli ho scritto basta,   lui non ha recuperato come aveva sempre fatto,  è stato il primo arresto, la prima disperazione senza scampo, il tentativo di tornare indietro, il pentimento, la disperazione sedata camminando senza scopo, nuotando, cercando di dirigere altrove i pensieri, di smettere di desiderare di rivederlo, di cambiare le cose. Sono arrivati altri contatti, e melodrammi, e bisogni e ferite. Poi, una nuova sosta, il tempo ha modificato la scansione, in assenza e in presenza tutto è sempre restato uguale, non ha mai fatto grande differenza, perché io non ho mai smesso di sentire, da qualche parte dentro di me che qualcosa ancora era vivo, che il palpito, il desiderio, il bisogno di averlo accanto, di baciarlo, di lasciarmi prendere da lui, di abbandonare il mio corpo a lui, tutto questo non era finito per nessuno dei due. Lo sai, quando è la fine: Non ci sono mai dubbi.

francesca mazzucato

Lo sai quando tramonta il sole, si conosce la realtà del sorgere e del cessare, io sapevo che non era così, infatti A. è tornato.

Il tempo si è sfilacciato, si è composto e decomposto, rivederlo è stato come un dono e uno schiaffo, un regalo e un momento stordito, infinitamente voluto, temuto, pericoloso, incantevole. Lo voglio nella mia vita, so che è tutto in bilico, eppure.
C’è sempre dolore in certe passioni, un dolore che avvolge tutto il corpo, le labbra, le mani, le gambe, le viscere, la tachicardia è  costante, l’attesa si fa compagna, la paura è vicina, come l’ ombra.

“Il corpo infranto” racconta uno degli incontri dopo il ritorno, ed è un racconto forte, erotico, patetico, difficile, intenso e perduto,  un racconto dove l’intimità arriva ed è un’intimità brutale, tremenda e logica, necessaria e sconvolgente Ma è comunque un’intimità che frena la percezione di disgregazione,  e che ha ragione d’essere come ha ragione d’essere il desiderio più violento.

Nessuno lo crede se non lo vive. Ci sono amori che fanno impazzire e passioni che portano a fare qualsiasi cosa. Credo ci sia una impensabile nobiltà in questo. Una luce, nonostante tutto.

Ho fatto e farei qualsiasi cosa per A. Tornerei indietro da questa convalescenza che sto vivendo dopo un momento in cui la mia mente non vedeva più nulla con chiarezza, e chiedevo troppa indulgenza al resto della mia vita che, in ogni caso doveva continuare e rischiavo di perdere il senso, il senno, la strada.

Faccio molta fatica a rileggere “Il corpo infranto”, ma se c’è un testo nato da un’urgenza senza rimedio, è sicuramente questo.

Audio clip: é necessario Adobe Flash Player (versione 9 o superiore) per riprodurre questa traccia audio. Scarica qui l’ultima versione. Devi inoltre avere attivato il JavaScript nel tuo browser.

Il corpo infranto. Una storia vera

Giraldi editore.

Disponibile in formato eBook in tutti gli store.

In tutte le librerie in formato cartaceo da ottobre.

il corpo infranto

 

 

 

 

 

 

 


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Desiderosamente

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  1. […] audio con lettura dell’autrice e alcune considerazioni su cos’è una […]

    • Honey 14 maggio 2016 at 2:50 Reply

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