temporeale - collare

Francesca Mazzucato per Desiderosamente #temporeale2014 Come faccio.

di Francesca Mazzucato

Ci sono momenti che nella bocca arriva il tuo sapore e allora non so come fare e non faccio, certo se stai lontano alimenti tutto, solo che vicino non si può (così abbiamo capito? Ma è proprio vero) e allora.

Ci sono momenti che vedo il tuo colore degli occhi come se diventasse la sintesi di tutti i colori e  mi vedo nel tuo sguardo e quel desiderio, quel modo di guardare, anche distante, o timoroso, o diviso, crudele, vorace, quel modo di guardare si è stampato dentro di me e per strapparlo via devo strappare qualcosa dentro e fa un po’ di resistenza, sai com’è.

Mi basterebbe sapere che è una pausa e che siamo prigionieri di un destino a sussulti, di un desiderarci incostante.

temporeale - collare Ci sono frattempi e istanti che mi viene freddo e vorrei essere in una delle stanze che abbiamo condiviso  vissuto e rovinato di sbavature, tracce e desideri folli. So che non avrei più freddo. So che stretta fra le tue braccia passerebbe . ( poi, tornerebbe la paura, ma arriva comunque, la paura, quando non ci sei)

Come faccio. Come faccio a dimenticarmi che ho infilato il corsetto e i tacchi a spillo che ti piacevano da pazzi in fondo ad un cassetto e che non riesco a prendere in mano la collana con la pietra di luna se no mi sciolgo in lacrime e non riesco più a stare in piedi perché le cose, attorno a me barcollano tutte.

Non lo so come posso fare, a me pare di  sentirti sempre, come  se fossi sempre accanto in quella stanza (in qualsiasi stanza) come faccio, a lasciar andare ciò che è stato, come posso fare ad andare avanti tranquilla e a non pensare che li ameresti i capelli come me li sono fatti ieri, il rossetto scuro che ho comprato e che rende le labbra turgide, labbra che non fotografo più, non ho voglia di autoscatti, non ho voglia di niente in certi momenti, mi bastano minuscole autolesioni e altre cose assurde a cui mi aggrappo, con quell’idea di carenza che mi mangia dentro.
Mi basterebbe sapere che è una pausa e che siamo prigionieri di un destino a sussulti, di un desiderarci incostante.

Mi basterebbe sapere che quei vent’anni da condividere, in un modo o in un altro non sono una promessa mancata, non sono una cosa slabbrata e perduta, ma avranno questa modalità che mi andrà bene, alla fine mi saprò adattare

temporeale - dettagli Indosserò tacchi sottili, dipingerò la pelle diafana, e lascerò colare il tuo sapore dalle labbra.

Toglierò il corsetto dal cassetto, ti permetterò di vedermi e farmi quello che vuoi, quello che ti piace,  ti permetterò di  essere le mie tenebre, la mia catastrofe, il mio indubitabile destino, ti permetterò l’inammissibile, tu mi lascerai il delirio, l’unico sorriso, il rischio, qualche fuga, quel tremare senza una ragione e quell’enormità, dentro, quella cosa che non so chiamare.

Mi basterebbe.

Davvero, Andrea, solo questo

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