piccole varianti

Piccole Varianti: intorno a una stesura

di Francesca Mazzucato

È pronto, esiste. Sono pagine strappate da me,  fogli che mi hanno accompagnato in varie forme e in vari luoghi.

I primi appunti presi nelle stazioni, prima e dopo una partenza per Zurigo, o per altre destinazioni, poche cose scritte male, in corsivo, su tanti quaderni diversi.

Intanto, la vita, le aspettative,  i desideri si sommavano, partendo speravo sempre di morire un po’ al rimpianto, partendo speravo che il mio corpo riscoprisse la gioia, che le storie trovassero una strada.

E sospese, fra la musica e i fiumi, l’hanno trovata.

piccole varianti La stesura è diventata la prima bozza, e anche lei mi ha seguito, l’ho fotografata sui letti sfatti in stanze che nemmeno ricordo dove a volte accadevano cose, altre volte era soltanto quella solitudine sospesa e perfetta, incrinabile come cristallo, dal primo ricordo, del bianco di Milano, tempo prima, di quelle notti accanto al lago.

Il racconto è stato scritto in prospettiva, la protagonista sono e non sono,  esco e rientro fra le righe, ci lascio brandelli di pelle, sangue che cola, illusioni [altri amori],  elaborazioni narrativi e verità, tutte mixate insieme.

E c’è la musica che culla ogni capitolo, brevissimi, a tratti fulminanti, ognuno con una colonna sonora, una playlist da completare con la propria per chi legge.

Si tratta di un dittico, certo, il romanzo è leggibile autonomamente oppure collegabile a “Partitura per la mia bocca, per la tua pelle” che esce in contemporanea.

Non avevo mai scritto un dittico, qualcosa destinato a sdoppiarsi, ma in fondo le storie sono quadri, le dita si macchiano in un attimo di colore, le dita si intingono nei sussulti, nelle speranze, nei destini nuovi, nei panorami consueti.

Adesso che esiste, qualcosa si allontanerà. L’ossessione. Quella mutilazione sempre presente.

Adesso che questo romanzo narra di varianti per sopravvivere alla fine di un amore ( fallimentari? forse), qualcuno potrà riconoscermi, io, forse potrò uscire dalle pagine, ritrovare il corpo negato.

La vera protagonista è una città

L'”indecenza” del suo spazio urbano, è simile alle indicibili indecenze fisiche che cerchiamo per dimenticare la friabilità del nostro essere mortali, o per illuderci di quella illusione vorace e occidentale relativa a qualcosa di unico e necessario

Prossimamente altri file audio esclusivi per Desiderosamente, e il booktrailer a cui sto lavorando.

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