francesca mazzucato

La bellezza della catastrofe

di Francesca Mazzucato

Estratto da Il corpo infranto

-Ti amo.

Mi  dici di tacere, ci provo di nuovo, mi chiudi la bocca con la mano, è la cosa che rovina tutto l’amore, aggiungi convinto, non va bene parlare d’amore, insisti, non dobbiamo, quando c’è di mezzo l’amore è un disastro, lasciati fare, lasciati andare ma non dirlo più, sei sempre pacato ma senza sbavature, senza incrinature.
Non ci sono repliche a quello che dici, lo so.

– Lasciati fare

…respiro con avidità il tuo odore, ho le braccia impazzite, il cuore impazzito, il corpo che si svuota per accoglierti, il corpo che si allarga, che si apre,  che si adegua per prenderti.La bocca che si apre anche lei, oscena, per farsi scopare da te, la bocca che dice sì senza dirlo, e tutto il resto che annuisce. Come gomma. Corpo di gomma…il destino del corpo di una donna?
Aprirsi per qualcuno, offrirsi senza tutela?
O il destino dello scrittore?
Farsi male, per scrivere e per scivolare…
non si può dire ma si può celebrare la resa, si può abdicare e lo faccio.

francesca mazzucato

Il corpo infranto (già disponibile in formato eBook,cartaceo in tutte le librerie dal 15 ottobre) è strettamente collegato al lavoro che ho fatto e continuerò a fare in questo spazio.Quello sui frammenti o i pezzi in tempo reale.
Una complessiva esplorazione dell’urgenza,dell’amour fou e dell’intimità contemporanea.
Questo romanzo sofferto e difficile ne costituisce un’appendice,un possibile epilogo,una catarsi o altro. Ritroveremo tracce.Cartelli.indicatori.
È di sicuro la storia di una catastrofe.
Tutti ne abbiamo una che decidiamo di serbare.
A volte ha una sua impensabile bellezza


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Desiderosamente

Comment

  1. francesca mazzucato 12 luglio 2013 at 13:54 - Reply

    Ne sono lieta. Grazie di cuore.
    Uno dei libri più duri, difficili e dolenti, nella sua carnalità estrema che mi sia capitato di scrivere
    Mi farà sapere.

  2. walter abandoner 11 luglio 2013 at 11:12 - Reply

    Notevole la “vivisezione” degli atti, quasi scanditi secondo per secondo, isolati ed esaltati; la differenza fra il femminile corpo “vuoto” e ospitale e quello maschile che lo riempe, autoproclamandosi per questo “benefattore”. Un’autrice (o musa ispiratrice?) che mi son promesso di scoprire; inizierò da questo “Il Corpo Infranto”.

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