di Francesca Mazzucato.

Andrea.

Ho di nuovo scritto. Ci sono giorni in cui la scrittura è vorace e mi pretende.
In cui devo e basta. L’ho fatto, ho digitato fno alle quattro di mattina ieri, fino alle tre oggi. Una narrazione. Su di  me, su di te. Quel “noi” che è stato. Un’urgenza febbrile. Un sogno che si è fatto così tangibile, così reale.

Stanotte” è il titolo di questo scritto brevissimo. L’ebook lo consente. Poter rendere compiuto il frammento modifica il rapporto fra lettore e scrittore. Questo permette un rapporto di fiducia e di conoscenza maggiore, e se lo scrittore è un redattore di varianti, se la scrittura contemporanea è scrittura del tassello, se i supporti variano, ma fanno parte di percorsi precisi, il lettore – spesso a sua volta scrittore- è chi mette al sicuro, chi depone, però modifica. Con il suo occhio, con la sua interpretazione.
Allora volevo che accadesse. Volevo che chi mi legge avesse in anteprima qui, questo breve testo.
Stanotte ebook Per entrare nelle mie viscere, nel mio corpo – che – si – fa- parola.

Penserai che ho reso pubblico, ancora, il tuo privato, il mio privato. Ma lo sai. Narrare è un bilico fra vero e verosimile.

E lenisce.
Ieri notte ho iniziato tre mail ma ho giurato di non scriverti,  e provo a prestare fede alle parole che ho detto, a me stessa, quando in lacrime, ho letto la tua ultima mail poco prima del tuo concerto di marzo.

Mai più.
Questo non modifica il fatto che il mio corpo, a volte vorrebbe chiamarti, vorrebbe urlare tutta la sua necessità.
Avevo bisogno di te, ieri notte, volevo sentirti, avvicinarti, abbracciarti.

Ti volevo.

Ho creduto di aver dimenticato la tua voce. L’oblio incombe e mi spaventa, la mia fuga è perdente.

Sai Andrea, ho cambiato pettinatura,  tutti mi dicono che sto bene, mi vedo diversa, mi dicono che sono bella.

Sempre nerissimi, tagliati più corti, pari. Molto francesi. Con la nuova collana di perle che ho preso, su una maglia nera e scollata, l’insieme è perfetto. Ma non mi consola se non per qualche istante.

Da quando non ti sento non vuol dire più niente. O poco.

Mi rispecchiavo nel tuo desiderio. TU mi dicevi che ero bella, tu mi hai detto e scritto fino all’ultima mail di un mese fa del tuo desiderio, del tuo piacere. Tu mi “fermasti” in un istante di tempo a Milano. L’unica volta che ci siamo visti in Italia ( eri stato a Lugano per lavoro, era possibile allungare, trovare la scusa giusta, e per me Milano era ed è ancora meta consueta)

Mi tenesti ferma contro una parete, dopo la cena, una volta rientrati nel piccolo albergo vicino al duomo. Mi guardasti e ricordo, ancora, che  mi sentii come non mi ero mai sentita prima, guardandoti negli occhi, ascoltandoti dire:” Ecco, vedi, nessuna fotografia potrebbe mai immortalare la tua bellezza in questo momento. Nessuna foto potrebbe mai rendere quello che sei, come sei, come ti vedo. Non è possibile”
Io chiusi gli occhi assaporando ogni parola. Mi abbracciasti.

Avevamo tutta la notte e la mattina

Lo racconto in piccola parte in questo “Instant ebook” disponibile per un periodo limitato.

In piedi, contro il muro, il tuo corpo addosso al mio. Andrea.

Non puoi essertelo dimenticato. Una cosa sola, io ero diluita in quel contatto, e sentivo che mai niente sarebbe poi stato uguale, era qualcosa di enorme quello che provavo, lo era stato da subito, ma, ad ogni incontro, e quello di Milano è stato il terzo, senza contare quello in treno, tutto diventava più intenso, potente, mi rimaneva addosso. Mi accorgo quanto adesso. Nonostante la scrittura, nonostante l’assenza. Nonostante il desiderio che resta. Immenso.

Ti chiesi di non muoverti. Rimanemmo immobili. In quel piccolo albergo di Milano proprio sotto al Duomo,  nella stanza bianca, con la rosa bianca che avevi chiesto di farmi trovare.

Credevo impossibile quella completezza.
Credevo impossibile sentirmi così sconfitta di fronte a un sentimento, così facile da invadere, così in balia.

Invece è accaduto.

Ti sogno e immagino. Ricostruisco presenze raccogliendole dalle ombre.

Non voglio dimenticare la tua voce, non voglio che il suo timbro svanisca.  Continuo ad aver terrore dell’oblio:
Come un bambino che ha paura del buio.
Come da adulti si teme la perdita, la fine,  la morte, la mancanza d’amore

( per questa illusione di persistenza, io persegue a vivisezionarmi ad analizzare, a scrivere)

In anteprima assoluta per i lettori di Desiderosamente, un  nuovissimo ebook  illustrato, edito da Errant Editions

e disponibile per un periodo di tempo limitato a questo prezzo

Quello che veramente mi  appaga è il rapporto di complicità e vicinanza con i lettori. Con chi mi segue, mi legge, mi chiede, mi scrive.

Per voi quindi, ecco il link per scaricare “Stanotte”

Estratti esclusivi di corrispondenza

( in prossimità di un successivo incontro, dopo quello di Milano)

da Andrea a Francesca foryou

Come sono felice di rivederti presto!

Non oso chiedere il numero di pagine, ma ti auguro un buon lavoro in questo fine settimana, buono ed intenso: sfrutta il tempo.

Io devo sbrigare un sacco di faccende familiari, le solite cose, magari anche divertenti : Lorenzo vuole comprarsi un divano.

Sei nei miei sogni

Andrea

Da Francesca ad Andrea

Voglia di quasi-soffocamento con le tue mani nel collo da lasciare esanime incarnazione di questo necessario stare

Le dita in bocca tutte e niente linguaggio e niente contesti dell’usuale morso di spazialità che tutto questo dispone.

In ginocchio o su un letto la vertigine di riceverti in bocca e sapermi viva, e  destinata a quello

Il tuo piacere e i tuoi ordini a echeggiare

le tue mani e il tuo corpo per la mia venerazione

Da Andrea a Francesca

Si si si.
Ti diro’ cosa dovrai fare, mia. Al momento giusto.
Preparati. Mia.

Da Francesca  ad Andrea

Appena sono verso Zurigo mi faccio sentire

Vieni dopo ( poco poco poco poco dopo)

e finalmente mi stringerò a te, potrò davvero esserci  tutta e intera,

nel modo più completo, forse stanca, ma passerà, forse smarrita, ma accanto a te anche questo svanirà e tutto Sarà così delicatamente completo

appagante  notte

eccitante

domani. Zurigo.

Che bello che tu ci sia.

come abbellisce la vita, come addolcisce le cose, le sensazioni, gli istanti.

a domani

 


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