DES

Le armi della femminilità per sedurre, attrarre e affascinare sono moltissime, come moltissimi sono i desideri dell’erotismo al femminile. Spesso però, queste risorse, ad uso esclusivo delle donne, sono lasciate in disparte o addirittura abbandonate nel dimenticatoio. Il motivo di questo rifiuto di sfoggio di femminilità, sta soprattutto nella falsa credenza comune, che si può essere sexy solo se si è giovanissime, altissime e magrissime. A questi canoni vanno poi aggiunti anche un bel seno, un bel fondoschiena, labbra carnose e pelle perfetta. Ecco che sculettare, ammiccare e giocare con atteggiamenti maliziosi, sarebbero attività ad esclusivo appannaggio di giovanissime Lolite o bellissime donne. Che ne è allora della femminilità delle donne comuni?

DES Non sono molte le donne che giocano serenamente con la loro parte femminile, che coccolano il loro immaginario erotico e che vivono la seduzione come un divertente piacere e soprattutto che lo fanno senza scadere nel ridicolo o come ultima spiaggia per non affondare nella solitudine. Spesso, si tende anche a confondere la bellezza, l’aspetto curato, l’attenzione ai dettagli degli accessori alla  femminilità. Quando invece si parla di atteggiamenti femminili questi non sono mai legati agli artifici, ma sono espressioni portamenti, gesti.

 Per capire dove sono  finite la femminilità, la bellezza del gioco sensuale, il dileggio del desiderare, bisogna fare una divisione. Non è mai giusto, soprattutto quando l’ambito è l’universo sensuale, dividere, catalogare ed inscatolare, ma per facilità di comprensione facciamo un’eccezione.

Dividiamo le donne che hanno rinunciato alla femminilità in categorie.

No Banner to display

Sono molte quelle che fanno parte di quella parte  che ha rinunciato al piacere di giocare con la femminilità solo perché la loro parte esteriore non risponde  a canoni di bellezza sensuali comunemente accettati. La sensazione che domina questa categorie di donne è una sorta di imbarazzo di fronte alla propria femminilità. Sono in molte a sentirsi ridicole se messe nel ruolo di donne seducenti, e in molte credono che ad un fondoschiena che non entra in una 42 sia assolutamente vietato sculettare, ancheggiare o anche solo mettersi in bella mostra. Questo ha anche una ripercussione sul loro immaginario erotico e sulla loro vita sessuale. Chi crede di non poter essere sexy crederà anche di non poter avere una sessualità ricca, desiderosa e soddisfacente.

Ad un’altra categoria appartengono le donne  che hanno sepolto la loro parte femminile confondendo  la soddisfazione di essere seducenti, con il desiderio di essere ammirate, riconosciute, apprezzate per capacità, bravura o talenti.  Queste  donne sono quelle che hanno additato e svalutato socialmente, tutti gli atteggiamenti giocosi legati alla sensualità, etichettandoli come civettuoli e leziosamente stupidi. A loro volta hanno accuratamente evitato di cedere ai richiami del naturale desiderio di sedurre e hanno smesso di coccolare la loro parte sensuale, il loro universo erotico e soprattutto hanno sospesco l’ascolto di desideri e fantasie sessuali. Il rifiuto che queste donne provano di fronte ad atteggiamenti maliziosi e mmiccanti, è un disagio che si genera da una sorta di vorrei ma non posso. Atteggiamento questo, fonte di grandissima e profonda insoddisfazione sensuale e soprattutto sessuale.

Ad un ultima categoria appartengono invece tutte le restanti donne che hanno un rapporto sereno con la propria parte sensuale, che amano e arricchiscono il loro immaginario erotico con fantasie e desideri realizzati e non. Queste sono le donne la cui femminilità prescindedall’ aspetto esteriore, che scaturisce da loro come una sorta di dono, di inclinazione naturale. Di queste donne sensuali però molte si perdono il piacere di mostrare liberamente la loro parte femminile e lo fanno celandola consapevolmente. Il perché è sociale: c’è ancora una parte di uomini e di donne pronti a confondere la femminilità con la facilità a concedersi.

Il risultato del ripiegamento della femminilità, le confina in uno stato di profonda frustrazione. Una sorta di mortificazione verso sé stesse, di negazione consapevole di un aspetto tanto importante della personalità femminile.

Invece di chiedersi dov’è finita la femminilità delle donne comuni bisognerebbe chiedersi come mai le donne l’abbiano sacrificata così facilmente, lasciando, concedendo e soprattutto legittimando un’arma così potente  solo a donne  considerate non comuni.


Share:

Desiderosamente

Leave a Comment

ATTENZIONE: Contenuti per Aduti!
Desiderosamente.it NON contiene pornografia, ma per i temi trattati devi comunque essere MAGGIORENNE per entrare! Scegliendo ENTRA, dichiari di avere più di 18 anni!