anais nin

Sono le donne a leggerla e sono le donne a scriverla. Quello della letteratura erotica è un mondo quasi tutto al femminile. Semplificando la storia della letteratura di questo genere, possiamo dire che dopo Anais Nin, le donne hanno iniziato a dominare e primeggiare nell’universo letterario erotico. Ovviamente la divisione in base al sesso non è assoluta, gli autori e lettori di sesso maschile sono moltissimi, ma se poi bisogna affidarsi ed analizzare le statistiche, quello che esce dalle analisi di mercato è appunto un predomino di genere femminile. Ma perché ci piace tanto leggere letteratura erotica?
anais nin Prima di tutto perché è eccitante. E poi perché sembra scritta apposta per noi donne. Risposta banale solo all’apparenza. Scopriamo allora quali desideri stimolano le parole quando si uniscono all’eros.
Leggere letteratura erotica è entrare in una dimensione personale, privata. In quasi tutte le opere letterarie che appartengono al genere, si narra di fantasie intime, di turbamenti dell’anima, di sentimenti che solo dopo essere stati nutriti in sfere recondite, si fanno carnali.

Ed è proprio questo della letteratura erotica, che piace alle donne. Questa percezione, questa comprensione della genesi del desiderio. E’ come se, leggendone e comprendendone l’origine, si legittimi l’abbandono sensuale. E’ l’antitesi della pornografia. Nella letteratura erotica la narrazione del sesso non è mai fine a se stessa, quasi sempre è il climax, la tensione al desiderio che si appaga. Il sesso è funzionale alla narrazione e svela, oltre i segreti dei desideri della mente, anche l’intimità corporea. I personaggi sono messi a nudo davanti al lettore a cui è offerto di guardare, non di leggere tra le righe.

Spesso la sensualità, nella letteratura erotica,  è descritta come necessaria. Passioni e turbamenti intensi ed assoluti dominano i protagonisti della letteratura di questo genere incarnando desideri, sentimenti, partecipazioni universali, con cui identificarsi. Di frequente, si legge di passioni che travolgono, che lasciano il segno e soprattutto che rientrano nei canoni di quell’amore appassionato che tutte le donne, anche quelle che lo negano, sognano.


Leggere letteratura erotica, oltre a farci entrare nell’animo e nelle passioni dei protagonisti, è anche molto eccitante. L’atto sensuale si carica di un altro carattere se narrato a parole, si scosta dalla volgarità che a volte si percepisce quando l’erotismo contamina altri ambiti.
Le descrizioni minuziose sono, per le scene di sesso, simili a quelle dei desideri che le hanno originate. Mai è descritto l’atto sessuale in sé, quasi sempre all’esposizione dei dettagli fisici, si accompagna l’espressione delle emozioni. Ecco che il piacere si arricchisce e si completa della dimensione emozionale e ancora una volta il lettore non percepisce il sesso come azione fine a se stessa.

La dovizia di particolari, il ritmo narrativo che contraddistingue la letteratura erotica, sembra fatto apposta per farci prima entrare, desiderare, le passioni narrate come una sorta di piacevolissimo preliminare, per poi farci eccitare con l’incedere della lettura. Orgasmi lenti, passioni ricercate, sensualità attente alle finezze, travolgono il lettore lasciandolo a sognare di avverare i desideri letti.

Nessun’altro genere letterario ha un influsso così ampio sulle emozioni del lettore unendo ed appagando i desideri intimi e quelli carnali con la suggestione di passioni ad alto tasso sensuale.


Altrettanto eccitante è scrivere di erotismo, abbandonare la penna alla malia del desiderio.

Un’unica nota: la crescente attenzione e ricerca verso la letteratura erotica, ha fatto sì che moltissimi, autori e lettori, si appassionassero a questo genere letterario. Il confine tra quello che è letteratura erotica e quello che vuol somigliare a questo genere, si sta assottigliando sempre di più. Il rischio è che tutto poi finisca scadendo nel gran calderone del peggior romanzetto rosa ad uso e consumo di donne insoddisfatte.
Quella dell’insoddisfazione infatti è un’accusa che molti, travestiti da dotti, rivolgono alle lettrici del genere erotico. Ma di questo parleremo prossimamente.


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Comment

  1. […] fatto sta che dall’autunno dopo le 50 sfumature, tutto quello che è legato al racconto, al romanzo erotico, si vende, o si vende di più. Ecco che anche le nostre audio storie quindi, avranno beneficiato di […]

  2. Gioy 9 gennaio 2013 at 22:52 - Reply

    Noto con piacere che non sono l’unica ad essere appassionata di letteratura erotica, in un Paese ancora troppo bigotto, moralista e scandalizzato da ciò che invece è naturale quanto nutrirsi. Perchè mi piace la letteratura erotica? Perchè in alcuni casi (in quella buona, in quella seria) si hanno finalmente dei racconti che narrano di turbamenti d’animo, di vicende amorose, di emozioni turbinanti che circondano l’amore! Mi piacciono perchè esiste il sesso, che nei rapporti c’è ed escluderlo in una storia d’amore è ridicolo data l’importanza che riveste, e quel ruolo che nella storia sconvolge i sentimenti, li influenza e li crea!
    Non credo che la letteratura erotica sia di basso livello, se le opere sono ben scritte e narrate non ci trovo niente di scandaloso! Il perchè il sesso sia scandaloso e vergognoso non l’ho ancora capito… Ci sono ben altre cose di cui ci si dovrebbe scandalizzare! Il vivere nel proprio intimo situazioni e vite che non ci appartengono (ma che magari potrebbero esistere) per poterne gioire è davvero una gran bella conquista e daltronde l’erotismo ed il sesso da sempre ( vedi i precedenti secoli) sono stati considerati qualcosa di piacevole e importante.

  3. Floriana Fasti 15 novembre 2012 at 23:49 - Reply

    Possiamo dire metaforicamente che il romanzo rosa è simile a una carezza, mentre il romanzo erotico è simile a uno schiaffo?

    E poi, riguardo alla funzione sociale/personale (e lo dico senza virgolette) della letteratura erotica ci sarebbe sì molto da dire e ancora molto da sperimentare.
    Io (e faccio riferimento a me perché sono la realtà che conosco meglio) concepisco la letteratura, in generele, come letteratura impegnata, perchè nella mia vita ho sempre letto per conoscere, raramente per evadere. (Oggi, purtroppo, il concetto di letteratura impegnata è in disuso e se ne vedono gli effetti). Il mio desiderio e la mia ambizione sono quelli di riuscire a fare un tipo di letteratura erotica impegnata; dove per impegnata intendo volta a conoscere impulsi e desideri profondi, complessi e a volte destabilizzanti.

  4. desiderosamente 15 novembre 2012 at 22:12 - Reply

    grazie a te Floriana per i tuoi sempre graditi commenti.
    a rispondere alle tue domande vorrei fossero i lettori. posso solo dire che il confine tra romanzo rosa e letteratura erotica non è , secondo me, un fatto di contenuti ma di forma. Le passioni sensuali e sessuali, non sono sempre collegate ai sentimenti, eppure possono destabilizzare quanto e più dell’amore.
    Quanto alla “funzione” per così dire sociale e/o “personale” di questo tipo di lettatura, abbiamo moltissimi esempi, più o meno inseriti in contesti o correnti culturali.
    Di certo, il genere erotico, offre ancora molti spunti. C’è ancora molto da sperimentare.. Ed è un augurio!

  5. Floriana Fasti 15 novembre 2012 at 17:29 - Reply

    Grazie Desiderosamente per questo articolo così… “sensuale”. Ed è proprio da questa parola/concetto che vorrei partire porre alcune domande, premesso che i gusti sono gusti e in giro ce n’è per tutti i gusti.
    La letteratura erotica è letteratura sensuale? E come possiamo distinguere un buon romanzo rosa da un buon romanzo erotico? E se si sceglie il secondo anziché il primo significa che poniamo l’accento sull’eccitazione sessuale più che sulla eccitazione sentimentale.
    Io scrivo racconti e romanzi erotici e l’obiettivo che mi pongo è quello di andare a toccare l’“eros/sessualità”, cioè, quella corda profondamente rossa che è dentro di noi e che a volte può essere legata a un rapporto “sentimentale”, ma anche no, anzi spesso no. E spesso no perché il punto di vista che adotto è quello del “rapporto con se stesse e con le proprie pulsioni sessuali”. Conoscere noi stesse, le nostre pulsioni, i nostri desideri inconfessabili spesso consumati da sole, i nostri meccanismi psicologici, ecc.
    Siccome un libro erotico si consuma da sole, ancora più da sole rispetto ad altri testi che possiamo anche tranquillamente leggere in metrò mostrando a tutti il titolo, allora questo libro erotico può permettersi di turbarci, eccitarci, farci fantasticare e farci toccare. Questo chiedo alla letteratura erotica e questo cerco di fare anch’io quando scrivo e immagino come ciò che scrivo possa andare a toccare la corda dell’eros/sesso della mia lettrice (o lettore).
    Come dire, al rosa intenso preferisco il rosso, perché il rosso penetra nelle zone più oscure e meno “socialmente accettabili”. Io concepisco la letteratura erotica come atto di insubordinazione, come rivendicazione dell’individualità, come primato della sgregolatezza, come indagine e scoperta di ciò che è oscuro.
    La letteratura erotica fa tremare i perbenisti e i conservatori, perché è profondamente destabilizzante.

  6. Maude09 14 novembre 2012 at 16:53 - Reply

    Sono una lettrice incallita, e non faccio distinzione tra generi preferiti, perché vivere altre vite, leggendo, è comunque emozionante in sé. La letteratura erotica, e sottolineo Letteratura, ha il pregio di dare all’Eros il suo posto nella vita di chiunque: un posto fondamentale, permeante, nella conoscenza di sé e dell’altro. La Lussuria come conoscenza (vedi Giorello). La libertà di sentire con il corpo, abbracciando nello stesso tempo, con la mente, l’altro. Mi piacciono le opere letterarie che descrivono le fasi della scoperta e i moti dell’attrazione. I miei preferiti? Anais Nin, certo, ma anche Moravia, D.H. Lawrence, Almudena Grandes, P. Roth, e perché no anche A. Schnitzler, e C. McCullers. Il gioco psicologico mi intriga, più della passione agita. Che succede, quando, leggendo, il sangue scorre più caldo, dentro? Questo è il bello della lettura: mi va di sentire e far sentire quel che mi si agita dentro, di leggermi, in situazioni che fanno parte della mia vita, e che riscopro nelle loro più intime declinazioni di Senso.

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