cuoca

Diciamolo subito: l’intento di questo pezzo è polemico, i nostri  desideri sono essere smentite. Parliamo di ruoli, non  del  ruolo che caratterizza i giochi di dominazione e sottomissione, ma di un ruolo, per così dire, sociale. Perché se da sempre si è combattuto per evitare di stereotipare la donna in ruoli obbligati dalla società, (vedi moglie, madre, amante) proprio le donne, nella fattispecie quelle che vogliono recitare la parte  delle cuoche, fanno tanta fatica perché dai loro stampi non esca niente di sconveniente, rispetto ai canoni della cuoca provetta. Desiderosamente cerca una blogger di cucina per una collaborazione. È con questa sorta di annuncio che abbiamo virtualmente fatto un giro su forum, blog  & co.  tematici.  I Risultati?

cuocaDeludenti. A parte, il sexy club del cioccolato, che dichiara l’intento  di mischiare l’eros e il cibo già nel titolo del blog  e ci ha regalato una ricetta , tutti gli altri hanno risposto: no grazie. In alcuni casi, gli amministratori  dei forum o delle fan page, hanno addirittura deciso di non pubblicare il post. E non perché temessero lo spam.

Nonostante il rapporto tra eros e cibo, sia uno degli argomenti più trattati e la ricerca di cibi afrodisiaci, sia un’attività che impegna gli uomini fin dai tempi antichi, le nuove cuoche digitali temono pericolose aggiunte di desideri e fantasie sessuali ai loro piatti. Ovviamente non per la remora che possano rovinare il sapore dei loro manicaretti, ma perché, non sta bene, che una cuoca, – leggi donna per bene, casalinga, madre- , lasci entrare certi sogni e desideri nella propria cucina virtuale. Cosa direbbero  poi la vicina, il macellaio, la mamma amica, a cui la moderna cuoca 2.0, ha raccomandato  mille e mille volte di visitare il proprio blog. Trovarci il segno di una collaborazione con un sito erotico, sarebbe come farli entrare nella propria casa e mostrar loro il letto disfatto.

O tempora, o mores! direbbe qualcuno, che dei banchetti con l’amico Lucullo, in cui il cibo non era l’unica pietanza, era un habituè!  Possibile che raccontare i desideri  per una donna a cui piace giocare col piacere del cibo, sia diventato disdicevole come mostrare la propria casa in disordine?

Possibile. Le cuoche 2.0 restano impeccabili, ineccepibili e neanche davanti alla possibilità di avere qualche visita in più, generata dalla collaborazione, restano incorruttibili. Ce le immaginiamo a pulire e ripulire i loro blog dagli schizzi di panna, a nettare pentole e a cucinare vestite come per la messa della domenica.

E dire che le cuoche 2.0, sono le figlie di quelle donne, che invece di farlo virtualmente sui forum, si scambiavano le ricette al mercato, scritte sui foglietti,  parlavano dei segreti e degli ingredienti che facevano diventare un piatto gustosissimo e tra un trucco e l’altro, condividevano, senza i social network, confidenze personali ed intime.  Si scambiavano confessioni e desideri, il più delle volte costrette a farlo con improbabili giri di parole, per non lasciar intendere nulla ai figli che tenevano per mano. Il mercato, la macelleria, la panetteria,  non erano i luoghi, frequentati prettamente da clientela femminile, in cui le donne – semplicemente donne, non stereotipate in madre, moglie, impiegata, amante- si abbandonavano alle chiacchiere e si lasciavano corteggiare dai macellai? Sì. L’erotismo contaminava i discorsi, i desideri entravano nelle ricette e nel racconto del piacere del gusto di quel piatto così buono,  serpeggiavano le confidenze dell’intimità dei letti disfatti.

Dove sono finite oggi quelle confessioni e soprattutto dove sono i desideri? Non certo nei luoghi di socialità virtuale, in cui le blogger  cuoche, fanno le cuoche e per carità, per certi racconti ci sono luoghi in cui, altre donne blogger, caratterizzate in altri stereotipi, si occupano di desideri e fantasie. In fondo tutti media sono sempre più tematici, perché non uniformarsi, sarebbe sconveniente restare generaliste!

Desiderosamente si arrende, la ricerca non ha prodotto risultati direbbe il grande G. La rubrica sulle ricette erotiche continuerà, grazie alle nostre blogger, che essendo donne  generalmente non amanti di ruoli e canoni rigidi, s’ingegneranno  com’è di necessità,  occupandosi di cucina e di desideri.

Attenzione:  donne generaliste e desiderose presenteranno tacchini dalle farce condite con ingredienti segreti, condivideranno le voglie di maionesi sbattute fino a farle impazzire  e peccati di gola con panna, tanta, tanta panna montata!

Se venite a trovarci, non fate caso ai letti da rifare!


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Comment

  1. Floriana Fasti 6 novembre 2012 at 10:19 - Reply

    Per quanto riguarda il “fare in cucina”, secondo me si oscilla tra due modalità di presentazione del “fare”. Una, tipicamente bigotta all’italiana (vedi stile Clerici o Parodi); l’altra tipicamente competitiva all’americana (vedi i reality dove due squadre di cuochi competono correndo come matti da una parte all’altra). Bigottismo e competizione, nessuno dei due ha a che vedere con l’erotismo, che al contrario necessita di libertà e giocosità.
    E siccome le frequentatrici del web sono anche forti frequentatrici della televisione, ciò che vedono in televisione vogliono ritrovarlo nel web, nonché nella vita quotidiana. Il bigottismo le rassicura e la competizione le stimola. Questo cercano anche nel web, a mio parere.
    L’aspetto afrodisiaco del cibo e dell’arte culinaria (che già questa parola così sconcia “culinaria”, sarebbe da eviatre :-) ) necessita di uno spirito trasgressivo (che è il contrario del bigottismo) e della voglia di divertirsi (contraria alla competizione impregnata di serietà).
    Finché in televisione non verranno trasmessi programmi che puntino specificamente su questi aspetti (trasgressività e gioco), nel web non troveremo nulla di nuovo (se non le solite nicchie alternative).

    • desiderosamente 6 novembre 2012 at 13:45 Reply

      Verissimo, grazie Floriana!
      Personalmente, mi auguro che se (mai) ci sarà cambiamento, che parta almeno dal web!

  2. Il sexy club del ciocolato 2 novembre 2012 at 18:18 - Reply

    Innanzitutto grazie per la citazione al mio blog, lo sai, sui miei dolci ti ci puoi tuffare quando vuoi . Ho letto con molto piacere questo articolo, soprattutto perchè condivido totalmente ciò che scrivi. Per le donne 2.0, esporsi su questi temi vuol dire rovinarsi la reputazione da “brava donna” e quindi tendono a non mischiare il sacro ( cibo) con il profano (sesso). In un libro lessi di una donna che paragonava il mangiare alla penetrazione, infatti, entrambe le cose entravano dentro il suo corpo, ed entrambe le cose le inducevano piacere. Secondo me l’evoluzione della donna 2.0 ci sarà solo quando si arriverà ad un pensiero simile. Non demordere.

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