foto di Marcello Grassi

Eros arte o meglio erotismo e fotografia, da sempre un binomio quasi inscindibile. E a proposito di fotografia erotica parliamo di Marcello Grassi, artista emiliano. È da bambino che scopre la passione per la fotografia, che presto diventerà vero e proprio mestiere. Inizia e compie percorsi solo apparentemente lontani da quello che secondo i canoni rientra nella fotografia erotica. Progetta e realizza infatti, lavori di “scavo visivo” nei luoghi, città e necropoli della civiltà etrusca. Opere che diventano poi un libro e a cui seguono altri lavori sempre legati all’archeologia, non solo più di casa nostra. Continua il percorso artistico fotografando opere, sculture, in complessi museali, fino all’introduzione, alla contaminazione erotica della sua opera.

‘Io sono un voyeur.
Penso che qualsiasi fotografo sia un voyeur.
Che faccia fotografie erotiche o altro.

Si passa la vita a guardare attraverso
un buco della serratura.
Se un fotografo dice di non essere un voyeur,
è un idiota.

Helmut Newton

Foto di Marcello Grassi
Foto di Marcello Grassi ©

 Chiedendo a Marcello Grassi quali sono state le suggestioni, i maestri a cui si è inspirato, cita i grandi nomi:

“Mi ricordo fin da ragazzino (io ho iniziato presto con la macchina fotografica e la camera oscura) il piacere segreto nel guardare le fotografie di David Hamilton piuttosto che i nudi che arrivavano dalla fotografia americana (Weston e Kertész ad esempio).

Poi è stato un crescendo fino all’arrivo sulla scena di Helmut Newton e, in particolare, dei suoi Big Nudes.
Considero questa serie di fotografie fondamentali per il cambio di ‘vista’ rispetto al nudo femminile.
L’immagine della donna diventa irraggiungibile, dura, icona di successo. Non è più come l’ha sempre guardata e ‘gestita’ l’uomo: ne è diventata indipendente”.

 Nonostante la passione per i generi fotografici di Newton e Wetson, solo per citarne alcuni, Marcello Grassi è forse con rammarico che racconta: “Purtroppo per vari motivi il sogno di fare in prima persona questo tipo di fotografia non si è avverato – per ora – .
Allora ho cercato un’interpretazione dell’immagine ‘classica’, quella che sovente si trova nella statuaria conservata nei musei archeologici.
Oltre ad alcune serie dedicate a temi specifici tipo Etruria, Anatomia del Tempo, Arles e Roma Fuit, ho introdotto in queste immagini anche il tema dell‘erotismo.

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E proprio dall’erotismo plastico, statuario, che scaturisce dagli scatti di Marcello Grassi alle  opere al Musée du Louvre che ci lasceremo emozionare.

Sempre, o meglio spesso, la fotografia erotica ha esposto emozioni, ispirazioni  generate dal corpo, vivo, in tensione voluttuosa o in morbido e piacevole abbandono. Ha cercato l’emozione, l’eccitazione nel nudo, in ammiccanti espressioni, in sensuali pose o in spontanee gestualità inebrianti. Marcello Grassi, nei suoi scatti invece mette in luce, scopre la carnalità, palesa la sensualità che vive, solo nell’apparente plasticità, di una scultura.

È il bello che si fa erotismo, il corpo nudo scolpito che con ombre e toni caldi si fa morbido, vivo, seduttivo. Corpi, statue senza volto, senza braccia, la potenza del nudo, la perfezione dei canoni e la ricerca della bellezza classica.

E come in un gioco di scatole cinesi, l’arte dentro l’arte.  Le suggestioni della scultura catturate, esaltate dalle suggestioni della fotografia. E la perfezione, la bellezza diventano sensualissima fotografia erotica.

Foto di Marcello Grassi © Tutti i diritti riservati.

Potete seguire Marcello Grassi su Ottoperotto.org

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