fotografo

Se il voyeur ha una fotocamera. Quando il desiderio di voyeurismo incontra la voglia di esibizionismo.

Il voyeur è definito come colui che guarda. Il più delle volte, a questa parola attribuiamo, non tanto l’azione di guardare, ma quella di spiare. Ecco che il voyeur diventa colui che guarda in segreto, colui che si nasconde e celato spia. Anche quando si parla di esibizionismo, nonostante la parola significhi appunto, mostrare, ostentare, abbiamo rimandi a qualcosa che si palesa, ma non a tutti. Torniamo quindi in un ambito che attiene al segreto. L’azione compiuta dall’esibizionista è una sorta di ossimoro. Chi ostenta  sé stesso o i propri atti sessuali,  esibisce contesti intimi, privati,  davanti a occhi scelti, per essere indiscreti.

voyeur fotografoAbbiamo già parlato dei desideri sensuali che scaturiscono dal piacere di giocare ad essere il voyeur, o della brama di essere guardat i e abbiamo già puntualizzato, che il discorso su questo tipo di desideri, concerne il gioco erotico, la dimensione sensuale consensuale e non quella psicologica che rimanda alle relative devianze e ai disturbi sessuali.

Esploriamo quindi i desideri che nascono da questo gioco di intimità violate.

Si leggono, con sempre più frequenza, annunci per adulti in cui fotografi voyeur, qualcuno si definisce anche professionista, cercano coppie  per scatti intimi.

In genere, sia la coppia che il voyeur si dicono disposti a spostarsi e si mettono subito in chiaro le condizioni in cui saranno scattate le foto e il loro uso, dopo il gioco. Alcuni fotografi voyeur, richiedono la firma del consenso per un uso pubblico degli scatti, altri assicurano che non saranno divulgati.  Contesti, situazioni che fanno da contorno sono i più fantasiosi e vari, generalizzando, le locations per i set fotografici  più gettonate, sono essenzialmente le private abitazioni o i luoghi all’esterno, in cui in sicurezza, si può realizzare il desiderio di guardare e quello di essere guardati.

Ma cosa spinge a mettere in pratica una fantasia sessuale così articolata?

Per il voyeur la spiegazione è ovviamente più facile ed immediata. Possedere lo scatto della realizzazione del suo desiderio di guardare, significa avere, per così dire, un sensuale souvenir, qualcosa che resta oltre l’atto e con cui continuare a fantasticare e a perpetrare l’eccitazione. Chi ama particolarmente giocare al voyeur con la fotocamera, godrà anche del piacere di veder aumentare le pagine del proprio album fotografico. Col tempo diventerà una sorta di collezionista di intimità.

Particolari e più complessi invece, sono i desideri realizzati da chi brama farsi fotografare. C’è nel gioco dell’esibizionismo, il precario equilibrio tra la paura e la voglia di essere scoperti, guardati.  Ecco che, mostrarsi al voyeur, vedersi fotografati, colti nell’atto sessuale, appaga e realizza con lo scatto, quella voglia di essere presi in flagrante. Lo scatto mostrato poi, è una sorta di schiacciante e cocente prova  che compie e concretizza  la paura dell’intimità violata.

Sottile è anche il  gioco sensuale dell’imbarazzo e della vergogna di mostrare carnalità e lussurie private , che si mescola nell’eccitazione  contaminandosi  con il piacere sfacciato di vedersi intimamente fotografati.

C’è poi la soddisfazione della voglia di diventare voyeur di se stessi e guardarsi a propria volta. Mai, riusciamo a coglierci nelle espressioni del piacere, e spesso, offuscate da altro, non apprezziamo neanche quelle del partner. Si dice che la sfera sensuale, sia quella che esprime il nostro io più profondo. Il desiderio di rivedersi, di analizzarsi, di contemplarsi, perché no, nell’attimo dell’estasi, realizza il smania di osservarsi finalmente a nudo, fuori dal controllo. C’è anche chi si stupisce e racconta di scoprirsi, nella sessualità, completamente diversa da come immaginava.

In ultimo, ma non meno importante, la voglia di essere fotografate nell’intimità, cela il desiderio di essere la protagonista, la fonte di eccitazione contemporaneamente per il partner e per il voyeur. Si realizza il bisogno di sentirsi sensuali, di stimolare, ed essere seducenti e fotografate proprio come una diva.

Eh sì, inutili falsi moralismi, la protagonista che desideriamo incarnare, realizzando questo desiderio, è di certo una star. Di film porno ovviamente.


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Comment

  1. Luca 26 novembre 2012 at 12:41 - Reply

    Sono capitato qui, come probabilmente tutti dicono, “per caso”, attratto dall’argomento trattato in quanto io mi diletto a scattare – per l’appunto – questo genere di foto. In verità nel post mi è sembrato di capire che più che altro di parla di “foto di coppie”, mentre io mi dedico esclusivamente a foto “individuali”, o al massimo a coppie dello stesso sesso (femminile).
    Volevo soltanto segnalare un aspetto su cui è stata posta poca attenzione, mentre secondo me è basilare, che riguarda segnatamente la figura del fotografo.
    D’accordo l’essere “voyeur” (un buon fotografo DEVE, secondo me, essere un voyeur), ma l’eccitazione non deriva tanto dal poter “vedere”, “guardare”, “osservare”, “ammirare” un bel corpo femminile completamente nudo, quanto dal poterne “disporre” (entro certi limiti) come si vuole. Mi riferisco cioè al fatto di poter liberamente dire ad una ragazza nuda “mettiti così”, “girati di là”, “apri le gambe”, ecc. ecc.
    Insomma, ciò che più concorre all’eroticità della situazione è il rapporto che si riesce ad instaurare tra fotografo e modella, cioè tra due persone che – spesso – si sono conosciute da pochi minuti e che in brevissimo tempo di trovano a condividere una grande intimità. Parlo di “condividere” perchè il lato erotico della situazione non è vissuto solo dal fotografo: nella maggior parte dei casi le modelle sono vere esibizioniste (e d’altra parte non farebbero quel mestiere se non lo fossero) ed il mostrarsi ad uno sconosiuto, seppur con la “scusa” del servizio fotografico è di per sè molto gratificante.

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